E' l'equazione di Drake. A voi il compito di capire il motivo per cui l'ho usata come intestazione del mio blog. Mi piacerebbe che questo fosse uno spazio per esprimere i pensieri e le riflessioni che mi ronzano in mente e per ricevere le opinioni positive e, soprattutto, negative di chi le riterrà comunque meritevoli di una lettura.

mercoledì 9 febbraio 2011

Pecunia non olet

Dove comanda il denaro, le leggi non valgono niente.
Petronio

Se non fosse l'ennesima sparata propagandistica per far credere che non stanno comprando i biglietti di sola andata per Antigua, ci sarebbe da preoccuparsi. Abbiamo scoperto che se l'economia italiana va a rotoli da ormai troppi anni e la crisi ci ha colpito più che gli altri paesi, la colpa è dell'articolo 41 della Costituzione. Questo recita:
L'iniziativa economica privata è libera.
Non può svolgersi in contrasto con l'utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana.
La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l'attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali.
Quindi, quello che ci impedisce di crescere non è il fardello di corruzione e malaffare endemico che ci ritroviamo sul groppone, ma il fatto che la legge stabilisca che in una scala di valori il denaro e il guadagno materiale vengono dopo la sicurezza, la libertà e la dignità umana. Che bestemmia, vero? Come si può solo pensare che qualcosa sia più importante dei soldi?
Meno male che, come dicevo, è il classico specchietto per le allodole. Ammesso e non concesso che sia uan soluzione ragionevole, la "frustata all'economia" dovrebbe passare per una modifica di una legge costituzionale? Occorrerebbero mesi e mesi... Il governo del fare... Se tutto va come deve andare, il governo non ci sarà più fra pochi mesi e questa porcheria finirà nello stesso cestino delle altre. Peccato per le troppe che sono invece scampate al cestino e sono finite sulla Gazzetta Ufficiale.
Lo smantellamento dei valori comuni del nostro paese è in atto da tempo, ormai. Eppure, ogni nuovo colpo di clava sulle conquiste sociali degli ultimi 150 anni dovrebbe raggelarci. Invece si assiste indifferenti. Questo neoliberismo sfrenato, in nome del denaro, sta distruggendo, prima che la società, le coscienze. In linea di principio il caso dell'articolo 41 non è molto diverso dalla vicenda di Mirafiori. Alla luce della globalizzazione, occorre ridurre i nostri diritti, anziché aumentare quelli degli altri. Basterebbe tornare all'800 e tutto si risolverebbe.
Ma davvero non impariamo nulla dalla storia? Abbiamo bisogno di rivivere i nostri errori ogni 100 anni, altrimenti li dimentichiamo? La profezia di Biagi e Montanelli sui "quadrati bilanci" al posto delle "quadrate legioni" si sta drammaticamente avverando.

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