E' l'equazione di Drake. A voi il compito di capire il motivo per cui l'ho usata come intestazione del mio blog. Mi piacerebbe che questo fosse uno spazio per esprimere i pensieri e le riflessioni che mi ronzano in mente e per ricevere le opinioni positive e, soprattutto, negative di chi le riterrà comunque meritevoli di una lettura.

giovedì 7 aprile 2011

Idee chiare

La pubblicità è la menzogna legalizzata.
H. G. Wells


Mi chiedo se siamo ancora in Italia o se non sia il caso di cominciare a chiamare il nostro paese Oceania. Non mi riferisco al continente australe, ovviamente, ma alla superpotenza orwelliana. Fra i ministri del governo Berlusconi, infatti, manca solo il responsabile del Minver, o Ministero della Verità. Le affermazioni degli obbedienti pidiellini e leghisti (ma questi lo fanno solo per contratto, e si vergognano anche un po'), ma sopratutto le loro iniziative, sono ormai alla stregua degli slogan impressi sulla facciata dell'immaginario palazzo. Me lo vedo Gasparri sostenere che "La guerra è pace", "La libertà è schiavitù" e "L'ignoranza è forza". Quello che sta succedendo dietro il paravento della giustizia è un esempio del metodo che viene utilizzato per nascondere agli spettatori dei telegiornali le notizie scomode, attraverso un eccesso di informazione contraddittoria. Alla Camera è in corso da giorni un tentativo disperato di approvare l'ennesimo provvedimento salva-Berlusconi, denominato ad arte "processo breve"  per far credere ai troppi che abboccano ancora che miri ad abbreviare i tempi della giustizia. Peccato che al Senato sia in discussione un altro provvedimento, che punta ad allungare la durata dei processi, impedendo di utilizzare sentenze passate in giudicato come prove in altri processi riguardanti gli stessi fatti e concedendo alle difese di far ammettere liste infinite di testimoni. Le due cose non sono affatto contraddittorie, ma complementari. Da una parte si cerca di abbreviare ulteriormente i tempi della prescrizione, dall'altra si permette agli imputati di dilatare la durata dei processi. L'obiettivo è ovviamente quello di rendere impossibile l'emissione di una sentenza definitiva, ovvero garantire l'impunità. Poiché le cose non possono essere raccontate così al grande pubblico, pena la frana del cieco consenso, bisogna edulcorare la realtà. Per meglio dire, la si ribalta completamente, per cui la norma ammazza-processi, in discussione alla Camera, viene definita "processo breve" anziché prescrizione breve. Quella sul "processo lungo" non viene neanche chiamata, non se ne parla e basta. Per informazioni, chiedere a Minzolini.
L'idea alla base della comunicazione è la stessa alla base del ventennio berlusconiano: la prima impressione è quella che conta. Una bugia annunciata, magari ripetuta, in pompa magna, fa immediatamente breccia nella mente degli ascoltatori. Un'eventuale rettifica da parte di terzi non raggiungerà mai la stessa platea con la stessa efficacia, di conseguenza la bugia diventa una verità, basta crederci. In questo modo si può far passare qualsiasi messaggio. Perfino che non importa quello che fa il Presidente del Consiglio a casa sua, che la magistratura è un cancro della democrazia, che a Napoli non c'è più spazzatura per strada, etc... L'altra sera il TG1 ha mandato in onda un servizio su L'Aquila, dove la solerte inviata affermava che il centro storico della città è in fase di ricostruzione. Prova ne sia il fatto che ci sono "ben" 50 cantieri avviati. Quanti si fermano a pensare che 50 cantieri sono una parte infinitesima del centro storico? E quanti di quei 50 cantieri vedono effettivamente dei lavori in corso, piuttosto che semplici puntellamenti? Ma ormai la notizia è andata ed è stata assorbita. Il fatto che poi ieri una città intera ha mostrato, come ormai troppe volte da due anni a questa parte, tutta la sua indignazione, serve a poco, perché nessuno farà mai 2+2.
Una vera democrazia si basa sul consenso informato dei cittadini. Senza la consapevolezza dei fatti, il popolo non è sovrano ma caprone. Oppure "L'ignoranza è forza"?

2 comments:

speradisole ha detto...

"Ma ormai la notizia è andata ed è stata assorbita". Mai parole sono state più giuste e azzeccate.
Ripensavo all'episodio della falsa terremotata. Un tentativo riuscito di sovvertire la realtà. Dico riuscito perchè la comunicazione televisiva di primo impatto è la verità. Le smetite e le svergognate dopo non contano, non hanno la stessa forza, non solo, ma la gente non pensa assolutamente che "Rita Dalla Chiesa" si possa prestare a menzogne del genere.
Di conseguenza chi mente è chi dice che è stata tutta una montatura. Se si usano, come megafono, trasmissioni e personaggi credibili, si commette un doppio sacrilegio, in spregio alla verità.
Ma intanto il messaggio è passato. Il megafono di Berlusconi ha diffuso la verità "orwelliana".
Questo è un conflitto di interessi enorme, comunicazione e politica in mano alla stessa persona, significa dittatura, fascismo.
Non si tratta di fascismo come un tempo, ma del fascismo dentro la democrazia, miscuglio ancora più pericoloso.
Manipolare la verità, davvero stiamo vivendo momenti tipo quelli descritti da Orwell, ma in Italia, nel 2011, non nel comunismo del grande fratello, ma in una delle democrazie occidentali.
Ciao Salvo, un abbraccio.

Salvo ha detto...

È un sistema perfetto, che si autoalimenta. Confesso che, scrivendo il post, ci ho pensato due volte prima di fare paragoni orwelliani. Poi mi sono detto che non è il paragone ad essere esagerato, ma la deformità della situazione attuale.
Ciao speradisole, un abbraccio anche a te.

Posta un commento