E' l'equazione di Drake. A voi il compito di capire il motivo per cui l'ho usata come intestazione del mio blog. Mi piacerebbe che questo fosse uno spazio per esprimere i pensieri e le riflessioni che mi ronzano in mente e per ricevere le opinioni positive e, soprattutto, negative di chi le riterrà comunque meritevoli di una lettura.

martedì 1 marzo 2011

Panem et circenses

La televisione è un mezzo di intrattenimento che permette a milioni di persone di ascoltare contemporaneamente la stessa barzelletta, e rimanere ugualmente sole.
T. S. Eliot


Non poteva mancare la fiaccolata. Non mi interessa se risulterò fastidioso ad alcuni e banale ad altri, ma io la fiaccolata non la tollero.
OK, hanno ucciso una bambina. Mi dispiace tanto, davvero, e il pensiero di una vita che finisce così mi rattrista, ma non ce la faccio a sorbirmi questa penosa tiritera a reti unificate a distanza di pochi mesi dall'altra tiritera, dedicata a Sarah Scazzi. Il dovere di cronaca non c'entra nulla, qui si tratta dell'ennesimo tentativo di rimbecillimento del pubblico televisivo, sfruttando la disgrazia di questa bambina. Chissà perché le bocche che commentano i minimi dettagli della vicenda appartengono sempre alle stesse facce di bronzo? Non saprei dire chi è il più insopportabile. La truccatissima bionda criminologa che crede di essere in un telefilm? Lo psichiatra dallo sguardo magnetico? Il giudice minorile che lavora alle dipendenze della moglie del "giornalista" che poi la ospita in trasmissione? L'onnipresente prete buono per tutte le occasioni? L'altro psichiatra, quello che odia i gay? O forse i conduttori, che sperano di aumentare gli ascolti sfruttando la perversione della gente?
Certo che poi alla fiaccolata vanno duemila persone! Quanti hanno mandato un telegramma alla famiglia, prima di mettere il vestito buono (non si sa mai, dovessi finire in TV), accendere la fiaccola e andare a "stringersi in un abbraccio per la famiglia, in ricordo della piccola Yara" (si dice così, no?)? Quanti hanno mandato un fiore alla famiglia, prima di andare a lasciare un messaggio all'"angelo di Brembate"?
Scusatemi, ma io sento una puzza insopportabile. È la mentalità da Grande Fratello, per cui occorre fare un gesto simbolico, preferibilmente davanti alle telecamere, prima di tornare a inveire contro gli extracomunitari, come quello a cui avevano subito dato la colpa pochi giorni dopo la scomparsa. Spettacolarizzare tutto, gioia e dolore. La più insignificante fesseria diventa il fenomeno del momento. È la sindrome da Studio Aperto. Non c'è notiziario che non abbia la rubrica di costume.

Per adesso, restiamo tutti incollati davanti alla TV ad ascoltare se il corpo era in posizione supina o di fianco e quante coltellate ha ricevuto, così avremo un motivo in più per sbarrare le porte e le finestre. Se siamo fortunati, cattureranno presto l'assassino e magari riusciranno a intervistarlo in esclusiva. Aspettando la prossima tragedia, in prima serata, su questi schermi.

2 comments:

speradisole ha detto...

Carissimo Salvo, grazie della visita. Ho notato con piacere che hai inserito fra i blog che leggi volentieri anche il mio. Te ne sono grata ed io farò altrettanto.
Hai fatto bene a sottolineare questo aspetto dell'informazione che si ostina a rigirare il coltello nella piaga quasi a trarne una specie di catarsi della nostra meschina società.
Sono anni che parliamo di Cogne, di Erba, di Avetrana e di Brambate, ma da queste lezioni non traiamo giovamento, anzi ho l'impressione che più se ne parla e più si trovano imitatori.
Non siamo capaci di guarire.
E' appropriata l'immagine di "arancia meccanica", anche se noi possiamo scegliere di guardare o meno certe trasmissioni.
Ma l'insistenza fa quantità se non qualità e comunque tutte queste barbarie ce le ritroviamo sempre davanti.
Grazia Salvo, a presto, un abbraccio.

Salvo Mangiafico ha detto...

Grazie a te! Hai ragione quando dici che possiamo scegliere di non guardare certe trasmissioni, ma è anche vero che i palinsesti ne sono pieni e che per rifiutarle occorre uno spirito critico che andrebbe coltivato con input differenti da quelli che vengono fatti circolare.

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